Capitolo V : Parlando di Santi...



A questo punto la mia amica inizia a parlare di religione, di Santi e...di Fanti.

rose
Foto Giancarlo Grassilli



Siccome le donne non andavano mai fuori, solo tre ore al pomeriggio alla domenica, la signora mi diceva:
Vai a Messa” Io ci andavo volentieri, era l’unico metodo per poter uscire.

Tutte le mattine ci alzavamo alle sette, andavamo io e l’altra donna a Messa alle otto, Io non potevo uscire da sola, avevo 17 anni.

Una volta vidi in una chiesa una Santa, Santa Caterina la Nera, la vidi perché l’altra cameriera, la Meri, disse:
C’è un po’ d’aria, vieni con me che andiamo dentro...”

Mi ha sempre detto la Meri, che raccontava le sue storie, che era venuta su dal Navile, da Ferrara era arrivata alla città in barca sul Navile.

Questa storia l’avevo anche scritta, l’ho messa via, è un po’ che non la vedo, me l’hanno sempre mandata con il calendario tutti gli anni.

Nel racconto c’è scritto che c’era un trasporto tramite il Navile e che la Santa venne con quel trasporto.

La Meri però ha sempre raccontato che la Santa venne su da sola con una barca a remi e quando arrivò lì al convento si fermò....era un convento di clausura.

L’hanno fatta Santa perché in convento avvenne un fatto.
Un giorno le suore avevano fatto il pane e l’avevano dimenticato dentro al forno e si era bruciato, era diventato carbone.
Le altre sorelle erano disperate, non so cosa fece lei, ma il pane diventò normale.

Hanno sempre detto che la prima cosa che ha fatto era quella. Quando lei lo prese fuori dal forno, ché le altre erano disperate, il pane era tornato buono.

Ora non si può vedere tutti i giorni come prima, credo di no. 

Quando io ci andai nel ‘36, ‘37, le suore non si vedevano, sentivano messa dietro ad una grata, si sentono ma non si vedono...è un convento di clausura. Ma penso che adesso non sia più di clausura, ora la clausura ha regole diverse meno forti, mi dicono che le mandano anche a votare....

Ma la Meri, io le parlo del ‘37 prima della guerra, mi disse che era detta Santa Nera perché da morta, quando aprirono la cassa, era completamente conservata e tutta scura e le rose, che le avevano messe tra le mani, erano ancora fresche e profumate e il suo corpo si era mummificato. S. Caterina de Vigri


Questo è quello che mi hanno raccontato. E’ grinza.

Una volta era libera, non era dietro ad un vetro come ora, si poteva vedere e quando esponevano le reliquie le persone passavano e le baciavano i piedi e un uomo, per credere, le morse un dito e adesso l’hanno messa dietro ad un vetro.

Le suore di clausura vivevano di elemosina e di lavoro, ricamando.

Allora la signora R., che era molto religiosa, mandò il suo uomo che teneva dietro alle case, non il fattore che teneva dietro alla campagna.

Lei lo mandò a portare dei soldi. Lui arrivò ne vide una dalla schiena, se ne accorsero e cominciarono tutte a scappare via.

E lui non riuscì a dare i soldi e ritornò a casa con i soldi perché non c’era quello che poteva prenderli. 

Lui lo raccontava e noi a ridere...era tanto brutto che erano scappate via tutte...

La signora R. ha sempre raccontato che una sera le suore dovevano mangiare e c’erano solo due fette di polenta e non so in quante erano ...e rimasero tutte e due nel piatto, perché nessuna le mangiò. Erano le storie che mi raccontava: le suore si sacrificavano l’una per l’ altra, non essendocene per tutte rimasero tutte senza.

Beh le reliquie vengono baciate...ma a me fa senso, anche se è tutta vestita.
Ci sono andata anche quest’anno, ma non sono riuscita ad andar dentro, in chiesa ci sono andata, ma aprivano la cappella, dove la Santa è esposta, dalle 11 alle 12 e mezzo e dalle 4 alle sei di sera.

Adesso c’è poca gente che ci va. Una volta erano molto di più.... era diverso.

Ora ci sono le suore laiche, le terziarie francescane, comunque le donne non hanno mai avuta un’anima, me lo disse la signora R. che la donna non veniva considerata nel passato da parte della Chiesa.

Non l’hanno mica molto neanche adesso, perché ne abbiamo anche al governo e con tutte quelle lì non andiamo meglio.
Ascoltate bene voi. Ma dopo che sono andate al governo delle donne si sperava…la Bindi tott lor lè, la Iervolino…non sono donne quelle lì? ma che fanno per il popolo?

Volete che vi dica io che, proprio sono pazza, sono andata a votare.
Ci sono andata perché l’altra sera c’era Veltroni, che dovrebbe essere dalla nostra parte, e poi Fini, che è dall’altra parte, Berluscon am pies brisa, ma Fini per me è un gran politico, mai l’ho sentito parlare di danneggiare nessuno, non è un violento. Veltroni lo stesso.
Ecco loro hanno detto che a votare bisogna andarci se no si perde il diritto e poi votare SI (quale votazione prima del 21 Aprile 1999?).
Allora loro due che sono in politica cane e gatto, perché la politica è già diversa, ma in questi punti si sono trovati... 
Ci sono andata: con il SI si vota la persona non il partito, all’interno del partito viene scelta una persona che noi neppure conosciamo. Non dico questo perché abbia votato Si, ma con il nome della persona si sceglie il politico che si vuole. E non i soliti ...
Ma c’era già passato un Referendum e poi hanno fatto una leggina per ricuperare i voti sparsi e sono stati assegnati ai partiti e questi rimettono sui seggi i soliti .

Ci hanno messo quel pastrocchio del 25% della proporzionale…mi sembrava di avere capito, ma…mi hanno fatto fessa un’altra volta…

Un politico che non mi piace per niente è Casini, ma ce ne sono altri mille.
Ma io… se pensate perché mi è andato giù del tutto?
Perché quando c’era la questione della famiglia, dei divorziati, lui era per la famiglia. Dopo mi hanno detto, ma sorbole, ma è diviso.

Beh tu sei diviso e poi hai il coraggio di far una propaganda così e sei diviso.

Se aspetta il mio voto.... La gente così…
E parlava per la famiglia e una volta c’era anche il Cardinale che hanno fatto una propaganda adoss ai comunesta, sè, era un momento che non so che cosa facessero.

E anche Berlusconi non mi piace, no. Per me Berlusconi non è una persona che possa fare il bene. Perché Berlusconi non farà mai il mio interesse, mai, ha troppo bisogno della povera gente.
Ha detto che non ha più beni che adesso i suoi beni sono dei suoi figli. E’ la figlia, lei che presiede Mediset. A me non me li ha dati.

Ma stavamo parlando di Santi, come siamo arrivati qui???

pettirosso
Foto Giancarlo Grassilli


Aspettate che vi racconto la storia di un altro Santo, ne ho il santino insieme a quello della Madonna.
E’ il Santo che hanno in una stradina del centro della città, non mi ricordo il nome.
Ero andata a trovare una signora: c’è una scala poi un sottoscala piccolo, e lì lui, il santo.  una volta era padrone di tutto quel palazzo lì e faceva una gran bella vita, una vita di lusso, si dava da fare.
Un bel giorno si è pentito e ha dato tutto ai poveri, tutta la sua roba, la sua casa ai poveri e poi lui si è ritirato a vivere in quel sottoscala, che è tanto piccolo che uno non ci sta sdraiato.
Lui si era tenuto solo il sottoscala: vai su per due scale e poi lì c’è il sottoscala.

I padroni della casa adesso tutti gli anni, per il suo anniversario, fanno sempre dire un messa.

Quelli, i  Santi, si che sono uomini e donne da rispettare…ce ne fossero.


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